lunedì 16 giugno 2008

When everything feels like the movies yeah you bleed just to know you're alive

when everything is made to be broken i just want you to know who i am...
....and you can't fight the tears that ain't coming or the moment of truth in your lies when everything feels like the movies yeah you bleed just to know you're alive....

questa canzone è bellissima e tristissima, mi viene sempre da piangere quando la sento, mi ricorda momenti della mia vita poco felici, forse più che altro perchè la ascolto quando il mio umore non è dei migliori....devo dire che questo blog sta diventando molto musicale in un certo qual modo (come direbbe egidio), ma in fondo è giusto, senza musica non vivrei, c'è sempre stata musica, nei momenti felici e in quelli tristi, quando ho paura mi metto a cantare, quando sono giù mi metto a cantare, invece di piangere io canto (male e per conto mio ovviamente). quando sono arrabbiata urlo a squarciagola più che altro, altre volte non si distinguono le parole dai singhiozzi, ma la musica è sempre lì, con la differenza che quando sono felice invece di cantare ballo. quindi mi sembra normale e naturale che quando cerco di esprimere i miei sentimenti io lo faccia attraverso le parole di qualche canzone, e per fortuna c'è stato qualcuno prima di me che è riuscito così bene a mettere in versi ciò che io non riesco neanche a rendere chiaro per me stessa. nell'ultimo periodo sto cercando di "esercitarmi" a cantare, un po' da autodidatta; so di essere stonatissima ma mi piacerebbe un giorno poter cantare davanti ad altre persone o per altre persone, oltre che per me. nel frattempo ascolto di tutto, ma veramente di tutto, tutto ciò che ha anche solo vagamente delle parole intelligibili da qualche parte, negli anni sono venuta a contatto con persone che ascoltavano i più disparati generi musicali, così mi ci sono avvicinata anch'io e spero di continuare a scoprire sempre nuovi artisti, nuove canzoni, nuovi testi. comunque sia... ascoltavo iris e il solito groppo in gola è comparso, è incredibile come una canzone mi possa buttare giù e un'altra abbia il potere di farmi immediatamente venir voglia di fare qualcosa, e tutto nel giro di quei 3 secondi di silenzio fra l'una e l'altra. questa canzone in particolare mi riposta a momenti di estrema confusione, estrema irresponsabilità, in cui pensavo che bastasse seguire la corrente e tutto sarebbe andato nella direzione giusta per conto suo, non c'era bisogno che io controllassi 'come le cose stavano andando'. alla fine non credo sia un ragionamento così sbagliato, ma può anche voler dire che di ciò che ti succede intorno non te ne frega nulla, e è brutto quando ti metti con qualcuno senza che te ne freghi nulla, nulla se le cose vanno bene, nulla se le cose vanno male. ma se le cose vanno male davvero poi ci si chiede perchè, cadendo dalle nuvole come qualcuno che fino a qual momento non è stato lì, e forse io davvero non ci ero stata, ero solo riuscita a lamentarmi di come tutto fosse noioso, del fatto che volevo di più. ma come si fa ad avere di più se non si ha la pallida idea di cosa sia quel di più? se si continua a parlare in termini astratti di qualcosa che si vuole avere in modo molto concreto. finchè non sai cosa vuoi non potrai mai far nulla per averlo. poi quando davanti agli occhi ti capita davvero di più lasci il vecchio per il nuovo, ma dato che in realtà non hai idea di quello che stai facendo, dato che magari è troppo bello per essere vero, come può essere vero che un ragazzo così solo vagamente si renda conto dell'esistenza di una ragazza cosi??? succede che non fai niente per provare ad avere qualcosa che tanto sei certa non può avere un futuro nel mondo reale. e ad un certo punto tutto finisce e di nuovo tu cadi dalle nuvole come se fino a quel momento non fossi tu a vivere la tua vita ma qualcun'altro e tu in quel momento magari eri da qualche altra parte, in attesa che fosse di nuovo il tuo turno. in definitiva quello che voglio dire è: può anche andar bene vivere alla giornata, non preoccuparsi di quello che verrà, anche se nonostante sia il mio modo di fare, è una cosa che trovo ridicola. l'importante è vivere, vivere davvero, non lasciarsi passare addosso le cose. magari mi sto ripetendo, è che io spesso lo dimentico, spreco interi periodi della mia vita in uno stato di semi incoscienza, poi mi riprendo e mi accorgo di aver sprecato giorni, mesi, nel nulla. la vita è corta, davvero corta, ho già vissuto circa un quarto, il 25% della mia vita, e mi sembra di star vivendo davvero solo da qualche anno, ho passato almeno una decina di questi 20 anni dentro me stessa a lamentarmi, a chiedermi perchè tutto andasse male, ad avercela con chi aveva più di me per il semplice fatto che ce l'aveva, solamente a lamentarmi e a tratti a fingere di essere quella che non ero. ovviamente ancora fingo, continuamente con tutti, ma sono arrivata alla conclusione che forse non è esattamente un voler sembrare chi non sono, forse è solo che sono continuamente diversa e queste sono solo le facce che mostro, diverse a seconda delle persone, diverse a seconda dei momenti, ma in fondo sempre io, così assurda che neanche io riesco a starmi dietro, così egocentrica che penso di essere speciale, più complicata o incasinata degli altri.. ma ciò che posso guardare, analizzare, studiare sono solo io, sono la mia unica cavia, l'unico metro di giudizio che ho per guardare gli altri, se potessi guardare così a fondo qualcun'altro magari avrei più elementi a disposizione, ridimensionerei tutte le mie idee, vedrei le cose da una prospettiva più obiettiva, ma ho troppa paura di poter esporre me stessa per andare a fondo nell'osservare qualcun'altro, il filo conduttore della mia vita è sempre stato, meglio da sola che troppo legata a qualcuno nonostante io ami stare con gli altri, abbia un assoluto bisogno di affetto di contatto e intimità. forse questo risponde alla recente domanda 'perchè ultimamente me ne frego degli altr?', intendendo per 'gli altri' le persone che normalmente mi circondano, quegli amici con cui passo quei pochi momenti di svago che sono concessi a noi studenti universitari (fa troppo figo definirsi una studentessa universitaria, no?!), e per fregarmene intendo il fatto che a differenza di prima, non ho continuamente le orecchie tese per carpire ogni brandello di conversazione, non cerco di cogliere ogni espressione facciale, ogni movimento del corpo, per le mie deduzioni, per sapere prima degli altri cosa sta succedendo nel gruppo, chi fa cosa, chi ha fatto o farà cosa, e ovviamente farmi un'opinione su tutto, per poi poterla confrontare con quelle degli altri. insomma quello che fanno le pettegole, e io mi sono sempre considerata un'eccellente pettegola (in senso estremamente positivo). può sembrare una buona cosa che io non lo faccia più, ma in fondo questo era il mio modo anche per preoccuparmi per gli altri, monitorare a modo mio quei pochi sprazzi della loro vita che condividevano con me, per essere pronta a fare qualcosa per loro se ce ne fosse stato bisogno. adesso, anche se ancora mi accorgo anche troppo bene di ciò che succede, questo non mi tocca, non mi interessa se qualcuno sta male, se qualcuno è in crisi, riesco a lasciare tutto in un angolino della mia mente e a non pensarci mai, cerco di non essere troppo coinvolta in nulla, partecipo non partecipando troppo. magari, come dico sempre, è solo un periodo, o magari boh.. comunque non mi piaccio così, sto diventado acida e distaccata, più del solito, mi urto da sola.
come sempre ho scritto un tema, comunque scrivere mi è servito a chiarirmi un po' le idee per fortuna..tornerò a scrivere presto se gli esami permettono

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